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Videocamere Digitali: Guida All'acquisto

Confronto Videocamere Digitali o raffina la tua ricerca per:


Siete in procinto di acquistare una videocamera ma non sapete districarvi fra i vari modelli, supporti di memorizzazione e standard? Vediamo insieme quali sono i parametri di scelta fondamentali e le caratteristiche principali. Probabilmente ci è più semplice dividere gli svariati modelli ora in commercio sulla base del supporto di memorizzazione e quindi sulla base dello standard di registrazione.

MiniDV
Sono da anni le videocamere più diffuse. Il supporto di memorizzazione è una piccola cassetta a nastro, dove il flusso dati audio-video viene memorizzato in digitale con un bitrate di 25 Mbit/s per il video e circa 8Mbit/s per l’audio. La qualità, dipendente anche da altri parametri (dalla qualità del sensore e del processore di immagine della videocamera), è garantita dal formato di compressione DV (conosciuta in passato come Blue Book o IEC 61834) per il video e dalla qualità audio in PCM (pulse code modulation) a 12 o a 16 bit per l’audio. Su questo supporto si può anche memorizzare audio-video con lo standard HDV, che però utilizza un algoritmo di compressione diverso. Di questo ne parleremo dopo. I pregi delle videocamere MiniDV sono sicuramente la facilità nell’acquisizione del video tramite personal computer, che avviene utilizzando la connessione firewire, e la grande qualità della compressione DV.

Disco fisso
Sempre più diffuso, sopratutto ad opera di jvc, Samsung e Sony, le videocamere che memorizzano lo stream audio-video su hard disk, sono molto piccole e maneggevoli; questo perchè non è necessaria una particolare meccanica come nei modelli con cassetta a nastro. I dati vengono memorizzati utilizzando la compressione Mpeg2, più efficiente in termini di dati memorizzati ma qualitativamente inferiore al DV usato nei nastri. Oltretutto un nastro MiniDV può essere sostituito per differenziare le registrazioni o per essere visualizzato su un’altra videocamera, mentre l’hard disk è legato per forza alla singola videocamera. In sostanza, il pregio fondamentale di questi modelli è l’estrema portabilità e le dimensioni contenute; il difetto è la poca versatilità del supporto di memorizzazione e la qualità inferiore rispetto al classico nastro.

Memoria Integrata o scheda di memoria
Spesso è offerta come caratteristica nelle videocamere a nastro MiniDV per memorizzare immagini statiche (come foto in formato jpg) o per registrare brevi filmati in formato mpeg4. In questo caso è utile se si vuole mandare un’email con foto e filmati di piccole dimensioni e di qualità scadente. Come optional però non è a mio avviso indispensabile. Talvolta però si trovano sul mercato delle videocamere che memorizzano solamente su scheda di memoria. Di che genere di videocamere si tratta? Io suddividerei in due grandi macrotipi: Il primo è quello delle videocamere a basso costo, con ottica spesso priva di zoom e talvolta anche prive del sistema autofocus. Questo tipo di videocamere, che si trovano sul mercato ad un prezzo inferiore ai 200 euro, hanno una qualità pessima e sono adatte solamente per un utilizzo ludico o come regalo per i bambini. Il secondo macrotipo è quello delle videocamere dotate di sensori simili a quelli delle moderne macchine fotografiche digitali, con ottica complessa e zoom che varia da un semplice 6x a un più adatto 10x. I dati vengono memorizzati sulla scheda di memoria in formato Mpeg4 o più spesso in formato Mpeg2 con una qualità abbastanza alta e una risoluzione che varia da 640x480 a 30 fps fino alle incredibili risoluzioni delle videocamere HD. I produttori che fanno questo genere di videocamere sono pochissimi, e quello che mi sento di citare come capostipite è Sanyo e la sua serie di videocamere Xacti. Il vantaggio di queste videocamere è che sono davvero piccole e portatili, possono scattare fotografie con la qualità di una moderna macchina fotografica digitale, e la qualità delle riprese è tutto sommato accettabile per un utilizzo tramite personal computer. Lo svantaggio è che comunque la qualità è notevolmente inferiore a quella memorizzabile su un nastro DV e l caratteristica dell’Mpeg4 le rende poco adatte ad un editing non lineare.

DVD RW
Esistono da qualche anno poi delle videocamere che registrano direttamente su piccoli DVD riscrivibili. Il pregio di questi modelli è che, una volta chiusa la sessione, le riprese possono essere immediatamente visualizzabili sul pc o su un normale lettore DVD domestico. I difetti riguardano l’algoritmo di compressione Mpeg2 utilizzato (inferiore come abbiamo già detto al codec DV usato nel nastro) e alla grande difficoltà di estrapolare i dati dal dvd creato per poterlo editare sul pc. Questo genere di videocamera è adatto a chi non ha esigenza di interagire con un computer per un successivo montaggio ed ha solamente la necessità di rendere la ripresa effettuata immediatamente visibile tramite un comune lettore di dvd domestico.

MicroMV?
E’ uno standard creato da Sony che non ha avuto molto successo ed è quasi scomparso dal mercato. Le videocamere MicroMV erano molto piccole e l’unità di memorizzazione era una cassetta a nastro dalle dimensioni microscopiche (40% più piccola delle DV standard), che memorizzava dati in formato mpeg2. La qualità quindi risultava inferiore a quella del nastro DV. Sony, che è stata l’unica azienda a costruire questo tipo di videocamere, ne ha cessato la produzione nel 2006. Si trovano ancora nel mercato dell’usato, ma reperire i supporti di memorizzazione è estremamente difficile. Una volta che avete scelto il tipo di supporto che fa per voi, potete concentrarvi su altri parametri, comuni un po’ a tutte le videocamere in commercio, che ne denotano le caratteristiche e la qualità del prodotto sulla base delle vostre esigenze.

Zoom
E’ a mio avviso un parametro molto importante; vale la regola che maggiore è lo zoom e meglio è. Nella maggior parte dei casi lo zoom si è standardizzato ad un classico 10x, ma non è poi così raro incontrare videocamere con zoom 20x o addirittura 30x ed oltre. Vi invito a non considerare come parametro lo zoom digitale, poiché degrada la qualità dell’immagine e non è consigliabile utilizzarlo. Se la videocamera che state per acquistare ha uno zoom ottico superiore a 10x, verificate assolutamente che abbia uno stabilizzatore di immagine.

Stabilizzatore d\'immagine
Presente in quasi tutte le videocamere come ‘stabilizzatore di immagine digitale’, chiamato anche ‘antishake’ , è un sistema di compensazione digitale che annulla o riduce i tremolii nella ripresa quando si effettuano zoom su soggetti distanti. Lo svantaggio di questo sistema è che diminuisce la risoluzione effettiva della ripresa e ne riduce la luminosità. Il vantaggio è che ovviamente ne migliora la stabilità. Su alcuni modelli professionali si incontra anche uno stabilizzatore ottico. In questo caso il sensore CCD è montato su un sistema di assi basculanti che ne variano la posizione per compensare le vibrazioni della videocamera. Si tratta di un sistema sofisticato e costoso che si basa su una rete di sensori che individuano la posizione della videocamera nello spazio per inviare ai motori che controllano la posizione del sensore di immagine i dati per compensare le vibrazioni. Come detto prima però, si trova quasi esclusivamente su modelli professionali e molto costosi.

Sensori CCD e risoluzione
La risoluzione del CCD non è quasi mai un dettaglio significante in una videocamera. Sembra una affermazione azzardata, ma chi ha esperienza sul campo sa perfettamente di cosa sto parlando. A meno che non vogliate scattare fotografie, è quasi del tutto indifferente se una videocamera ha un sensore da 1Megapixel o 3 megapixel. Un gran numero di pixel sensibili non migliora la qualità dell’immagine, anzi, spesso corre il rischio di inficiarla, visto che tanto è maggiore la risoluzione di un CCD, quanto peggiora la sensibilità alla luce. Per compensare questa diminuzione di sensibilità, si ricorre ad una amplificazione del segnale, inducendo un rumore nelle riprese che in condizioni di scarsa luminosità diventa o può diventare intollerabile. In termini di risoluzione badate solo che la videocamera che state acquistando abbia un sensore di almeno 800.000 pixel, è più che sufficiente per un uso normale. Come per le macchine fotografiche digitali poi, a seconda del modello di videocamera, può variare la dimensione fisica del sensore. Vale allo stesso modo la regola che maggiore è la dimensione del sensore, migliore sarà la qualità dell’immagine. Alcuni modelli semiprofessionali hanno 3 sensori CCD, uno per colore primario. Questo sistema, costoso ma efficace, consente riprese molto superiori rispetto al singolo sensore in termini di definizione effettiva, qualità e saturazione dei colori e luminosità e contrasto.

Modalità interlacciata o progressiva
Diciamo che la maggior parte dei sensori CCD e quindi delle videocamere non professionali cattura video in formato interlacciato. In questo tipo di registrazioni, l’immagine catturata dal sensore viene registrata in due semiquadri, ovvero due fotogrammi formati uno con le righe pari dell\'immagine originale e uno con quelle dispari. Quando si riproduce questo tipo di filmato, i due semiquadri vengono riprodotti in rapida sequenza di modo tale che l’occhio umano li visualizzi come una singola immagine. Per riprodurre un filmato da 25 fotogrammi al secondo, ci vogliono quindi 50 semiquadri al secondo. Questo tipo di ripresa consente di avere una buona qualità globale della ripresa e un flusso dati contenuto. Il difetto è che in filmati con movimenti veloci, è talvolta possibile scorgere le linee pari che si discostano come posizione dalle righe dispari. Per questo è buona norma, se si lavora con strumenti di editing sul pc, deinterlacciare i filmati acquisiti. Le videocamere che registrano filmati in formato progressivo sono solamente i modelli professionali. In queste videocamere vengono catturati 25 fotogrammi al secondo completi. Questo significa un miglioramento nella qualità e nella definizione dell’immagine a discapito però della mole di dati memorizzata, che è quasi il doppio di una ripresa interlacciata.

Mirini e display LCD
Assicuratevi che la videocamera che state per acquistare abbia un mirino oltre che il classico display LCD basculante. Questo perché in caso di forte luce il display esterno risulta quasi sempre poco visibile. Il mirino è comunque un piccolo schermo LCD, e può essere a colori o in bianco e nero. Anche se un mirino in bianco e nero consente di identificare più facilmente i fenomeni di sovraesposizione, consiglio vivamente un mirino a colori; questo perché è più facile verificare problemi cromatici legati ad un errato bilanciamento del bianco, di gran lunga più frequenti nelle videocamere moderne dei problemi di sovraesposizione. Ricordate anche che un grande display LCD è sicuramente più bello ed efficace quando fate vedere le riprese agli amici, ma spesso in fase di ripresa consuma molto di più di un display di ridotte dimensioni. Cercate sempre un giusto compromesso.

Batteria
E’ il cuore del sistema, ciò che ci consente di riprendere per un periodo più o meno lungo lontani da una presa di corrente. Badate sempre che la batteria fornita in dotazione non sia troppo ridotta e consenta un minimo di autonomia, almeno 60 minuti continui con display lcd accesso. E’ buona norma avere almeno una batteria di riserva carica o una batteria di capacità maggiorata rispetto a quella standard. Al momento di acquistare una videocamera, una seconda batteria è l’accessorio indispensabile.

Uscite e ingressi
La maggior parte delle videocamere hanno un set di uscite standard. Badate però sempre che vi sia un’uscita firewire (IEEE 1394) che vi consenta di trasferire i dati ad un personal computer, che vi sia un’uscita audio per le cuffie (per verificare che vada tutto bene in fase di ripresa) e che eventualmente, se è presente una scheda di memoria, vi sia anche una uscita USB per trasferire immagini o brevi filmati. Altre uscite sono sicuramente non indispensabili, ma ben vengano (audio/video analogici, s-video ecc) Per quanto riguarda gli ingressi, l’importante è che siano almeno presenti gli ingressi per un microfono stereo esterno; spesso infatti l’uso è indispensabile, visto che i microfoni integrati soffrono di un rumore fastidioso indotto dalla meccanica della videocamera e dai motori che controllano lo zoom. Altri ingressi, come la possibilità di registrare video dalla firewire stessa ( per riversare video editato dal pc senza perdita di qualità), o degli ingressi audio-in per doppiare la traccia audio direttamente dalla videocamera, non sono indispensabili ma ovviamente possono fare comodo.

Parametri regolabili in manuale
Badate che la videocamera che state per acquistare abbia un minimo di regolazioni manuali. La prima in assoluto quella del bilanciamento del bianco. Anche se nella maggior parte delle condizioni di luce il bilanciamento del bianco automatico fa un buon lavoro, talvolta l’illuminazione scarsa o con luci artificiali troppo rosse (lampade al tungsteno) riescono a mettere in crisi il sistema di regolazione automatico. E’ buona norma in questi casi definire il bilanciamento del bianco in manuale, puntando la videocamera per esempio su un foglio bianco e definire quello come punto bianco di riferimento. Importante anche la messa a fuoco manuale; in certe condizioni, sopratutto di scarsa illuminazione, la messa a fuoco può essere incostante e sfarfallare durante la ripresa. Per questo è importante poterla regolare a mano e mantenerla fissa su un soggetto. Altre regolazioni sono meno importanti ma non per questo meno utili. Se volete il pieno controllo sulla vostra ripresa, badate che sia possibile regolare in manuale anche la velocità dell’otturatore, la luminosità, la compensazione del controluce e numerosi altri parametri. Più parametri manuali è possibile controllare e meglio è.

Funzioni speciali
Ormai per loro caratteristica, quasi tutte le videocamere hanno effetti speciali in ripresa, dalla solarizzazione, all’effetto specchio, colore sepia e ripresa in bianco e nero. Alcune videocamere riprendono in formato 16:9 aggiungendo delle barre nere sotto o sopra. Secondo la mia esperienza sul campo, l’unico di questi effetti che può essere utile è la ripresa in 16:9 e il fade in and out per l’inizio e la fine dalla registrazione. Una cosa invece molto utile è la possibilità di riprendere in condizioni estreme di luce; alcuni modelli di videocamera hanno infatti una modalità notturna. La maggior parte delle videocamere adottano una forte amplificazione del segnale CCD e una riduzione del frame rate per aumentare la luminosità; in questo caso si tratta di una pseudo modalità notturna, poiché è comunque necessaria un minimo di luce per poter riprendere. La maggior parte delle videocamere Sony e poche altre invece utilizzano un illuminatore all’infrarosso per riprendere in condizioni di buio totale. Questo tipo di ripresa avviene escludendo la presenza del filtro per l’infrarosso presente in tutti gli obbiettivi (altrimenti la naturale predisposizione dei ccd a riprendere le componenti dell’infrarosso falserebbe i colori in qualsiasi condizione di luce), e ‘illuminando’ la zona con dei particolari diodi led emettitori di infrarosso disposti vicino all’obbiettivo. Il risultato è una ripresa priva di colori (in bianco e nero o virata sul verde), ma che può essere fatta in condizioni di oscurità completa.

Conclusioni
Speriamo con questa breve guida di avervi dato elementi e spunti per riflettere sull’acquisto della vostra futura videocamera. Fate sempre un riepilogo di cosa vi piacerebbe avere e delle funzioni di cui avete bisogno, e controllate sempre sulle community e sui forum per capire quali sono i modelli che possono interessarvi. Usate google, imparate a tenervi aggiornati e raccogliete sempre le esperienze d’uso di quelli che già possiedono il modello che vi interessa, di modo tale da evitare poi spiacevoli sorprese in futuro. Buona videocamera a tutti!

Alessandro Ruiu

Pubblicata il 2008-03-20 18:18:36

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