Perché i mattoncini della Lego riciclati inquinano più di quelli normali

Produrre mattoncini riciclati: l’avveniristico progetto green della Lego sembra non aver ottenuto però gli effetti sperati.

Due anni fa la Lego, celebre azienda danese che produce i tanti famosi mattoncini adatti a tutte le età, aveva investito ben 400 milioni di dollari in un ambizioso progetto ecologico.

Perché i mattoncini green della Lego inquinano
Per ora niente mattoncini ecologici made in Lego: il progetto è stato accantonato – (Tecnozoom.it)

Il progetto di ricerca mirava a fabbricare mattoncini totalmente green. Nelle intenzioni la produzione di pezzi ecologicamente sostenibili sarebbe dovuta avvenire riciclando le bottiglie di polietilene tereftalato (o PET, usato solitamente per l’acqua e per le bevande gassate).

Ma alla fine l’azienda di Billund si è dovuta arrendere davanti all’evidenza dei fatti: il processo che trattava questo comune tipo di plastica per riconvertirla in materiale green si è rivelato un boomerang in termini ambientali. È emerso infatti che i mattoncini riciclati inquinavano più di quelli tradizionali: le emissioni di gas serra erano superiori a quelle dei prodotti standard.

Perché il progetto di riconversione green dei mattoncini Lego non ha funzionato

Lo ha spiegato Tim Brooks, responsabile della sostenibilità di The Lego Group. La plastica PET ha bisogno di ingredienti aggiuntivi per risultare durevole e sicura per gli utilizzatori finali. Inoltre il processo di lavorazione e asciugatura necessità di un grosso quantitativo di energia.

Fallita la riconversione green dei mattoncini Lego
I mattoncini prodotti con materiali di riciclo emettevano più emissioni inquinanti – (Tecnozoom.it)

Allo stato attuale ogni set Lego viene prodotto usando Acrilonitrile Butadiene Stirene (ABS). Si tratta di un tipo di polimero ricavato dal petrolio. A settembre dello scorso anno il gruppo danese aveva aumentato di circa il 15-20% il prezzo dei suoi prodotti. Colpa dei rincari delle materie prime.

Parlando col Financial Times, l’amministratore delegato della Lego Niels Christiansen (nipote del fondatore Ole Kirk) ha definito il tentativo andato a vuoto di conversione green dei famosi mattoncini come qualcosa di simile a «cercare di realizzare una bicicletta in legno anziché in acciaio».

Non per questo la Lego ha abbandonato la ricerca di un materiale “verde” da sostituire a quello tradizionalmente impiegato. Lo ha ammesso lo stesso Christiansen: centinaia di composti sono stati già testati, ma ancora non è stata trovato quello che faccia allo scopo.

La Lego non intende arrendersi e ha previsto ulteriori investimenti per 1,2 miliardi di dollari per cercare di arrivare a produrre mattoncini green entro il 2032. Per il momento l’azienda danese punta a eliminare entro il 2025 i sacchetti di plastica monouso attualmente usati per impacchettare i mattoncini all’interno delle scatole. È in previsione la loro sostituzione con imballaggi cartacei.

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