Italiani senza soldi, impennata dei prestiti: quanto chiedono e per fare cosa

Si svuotano le tasche delle famiglie italiane e schizzano in alto le richieste di prestito. Ecco quanto chiedono gli italiani.

Crolla il potere di acquisto delle famiglie italiane, spesso costrette a indebitarsi per mantenere il livello di consumi. Di conseguenza è cresciuta la domanda di prestiti per i nuclei familiari, a differenza di quanto accade per le aziende.

Crescono i debiti degli italiani
Italiani sempre più indebitati – tecnozoom.it

È lo scenario emerso da Barometro CRIF: l’analisi portata avanti su fonte EURISC indica che nei primi tre trimestri di quest’anno le richieste di prestito da parte delle famiglie italiane sono cresciute del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 20022.

Se andiamo a guardare però al solo mese di settembre la domanda ha fatto registrare una contrazione del -2%, con l’importo medio che tocca quota 8.488 euro, comunque in crescita (del 2,1% come detto) rispetto a settembre 2022.

Italiani, quanto si indebitano e chi chiede più prestiti

«Nonostante un contesto economico alquanto instabile e complesso, come il rialzo dei tassi di interesse, inflazione e crisi geopolitiche, le famiglie italiane non hanno smesso di rivolgersi agli istituti di credito per sostenere i propri consumi», commenta Simone Capecchi, Executive Director di CRIF.

Quali italiani fanno più debiti
Quanti debiti fanno le famiglie italiane? – tecnozoom.it

Più nello specifico, nei primi tre trimestri del 2023 i prestiti personali sono cresciuti del 20,4%. Subisce invece una contrazione l’importo medio (-4,9%) arrivando al valore di 11.725 euro. Esattamente all’opposto l’andamento fatto registrare dai prestiti finalizzati, che hanno fatto rilevare un -9% (l’importo medio però è rimasto sostanzialmente stabile con +0,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) e un valore complessivo di 5.893 euro. Sempre considerando unicamente il mese di settembre si osserva una contrazione dei presiti finanziari (-14,2%) e una lieve flessione dei prestiti personali (-1,7%).

Andando invece a guardare la domanda digitale, svettano sempre i giovani della Generazione Z: +15% per loro rispetto a settembre dello scorso anno. Rallentano invece le altre generazioni dopo la spinta esponenziale impressa dalla pandemia alla trasformazione digitale.

La maggioranza degli italiani punta su prestiti inferiori ai 5 mila euro, che da soli costituiscono più della metà (53,7%) dei finanziamenti richiesti. Una percentuale che aumenta al 70,3% nel caso dei prestiti finalizzati per importi al di sotto dei 5 mila euro. Questa risulta anche la classe d’importo più gettonata per i prestiti personali (33% del totale).

Quanto alla durata dei finanziamenti, emerge che nei primi tre trimestri del 2023 gli italiani si sono orientati per lo più verso piani di rimborso superiori ai 5 anni. Sono i più richiesti col 27,8% del totale complessivo. Mentre sul piano delle forme tecniche i prestiti finalizzati rappresentano circa la metà delle richieste (50,3%) tra i 18 mesi e i 36 mesi. Sempre più anche i prestiti personali che si indirizzano verso piani di rimborso superiori ai 5 anni (50,1%). Guardando alle fasce d’età emerge invece che a chiedere più prestiti nei primi nove mesi del 2023 è stata la fascia compresa tra i 45 e i 54 anni (23,6% del totale). Seguita a ruota dalla fascia 35-44 anni col 20,7%.

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