Telegram nel mirino degli 007 | Cosa potrebbe succedere all’app di messagistica?

Dopo lo scoppio della guerra in Israele Telegram è finito nel mirino dei servizi segreti internazionali: cosa sta succedendo?

Telegram è la app di messagistica che offre il livello di privacy più alto in assoluto e, per questo motivo, viene scelta e utilizzata costantemente da tutti coloro che desiderano mantenere assolutamente private le informazioni scambiate sul social.

ue controlla telegram
L’unione europea pretende più sicurezza da Telegram – tecnozoom.it

Purtroppo a fronte di moltissimi utenti che utilizzano la app in maniera lecita e innocua, esistono moltissimi gruppi, spesso terroristici, che usano Telegram per svolgere varie attività strettamente necessarie ai loro scopi. Le attività principali sono certamente il reclutamento di nuove leve e lo scambio di informazioni per l’organizzazione di eventi, manifestazioni, attività criminali e attentati.

Questo triste primato di telegram non è una leggenda metropolitana: dall’inizio del conflitto israelo – palestinese i canali Telegram di Hamas hanno conosciuto un aumento gigantesco di iscritti. Secondo quanto riporta dagospia.com, uno di essi è passato da 100 mila a 300 mila iscritti, mentre un altro è passato da 200.00 iscritti a più di 700.000 iscritti nei primi dieci giorni di Ottobre, cioè da quando Hamas ha portato i primi attacchi a Israele.

L’UE mette Telegram alle strette: i provvedimenti

L’Unione Europea ha cominciato a muovere una guerra sistematica contro le applicazioni di messaggistica e i social network in generale. Il motivo è che, almeno fino a questo momento, tutte le piattaforme sono considerate non legalmente responsabili di ciò che gli utenti pubblicano o scrivono attraverso di esse. 

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Telegram dovrà prendersi le sue responsabilità legali in Europa – tecnozoom.it

Per questo motivo tali piattaforme hanno sempre agito con grandissima libertà in quella che può essere definita una zona grigia della legislatura, arrivando indirettamente a lasciare campo libero ad organizzazioni come Hamas.

L’Unione Europea ha quindi stabilito che tutte le piattaforme social e di messagistica debbano avere un rappresentante legale per l’Europa. Questa figura risponderà legalmente di tutte quelle azioni commesse dagli utenti della piattaforma che costituiscono reato secondo la legge europea. Allo stato attuale delle cose l’UE pretende che i responsabili vengano designati entro il 17 Febbraio 2024.

Questo significa che, da ora in avanti, le piattaforme saranno tenute ad agire attivamente e con mezzi propri allo scopo di limitare i contenuti violenti ma anche tutte quelle attività dei propri utenti che potrebbero essere considerate pericolose per la sicurezza internazionale.

In pratica, l’UE intende trasformare tutte le piattaforme social in organi di controllo, in grado di collaborare attivamente con la giustizia internazionale e di assumersi responsabilità legali nel momento in cui le comunicazioni “criminali” dovessero sfuggire al loro controllo diretto.

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