Titolare effettivo, comunicazione verso la scadenza: multa salatissima per chi non provvede

Quali sono gli obblighi di comunicazione per il titolare effettivo, i rischi che si corrono a non rispettare le scadenze.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha aperto ufficialmente la piattaforma per la raccolta delle informazioni riguardanti la titolarità effettiva di imprese con personalità giuridica, di persone giuridiche private, di trust che producono effetti fiscali e enti giuridici simili ai trust. Si tratta di associazioni, fondazioni, società per azioni, società commerciali con personalità giuridica e così via.

obbligo comunicazione titolare d'impresa
Titolarità effettiva, la comunicazione da effettuare – tecnozoom.it

La necessità di comunicare la titolarità effettiva deriva dal Decreto ministeriale del MEF numero 55 dell’11 marzo 2022. Si tratta di un norma antiriciclaggio che prevede l’obbligo per ogni titolare d’impresa di definire la propria posizione di fronte ai propri interessi, mediante un registro che attesti le informazioni date.

Titolare effettivo, le informazioni da fornire

Dunque una nuova incombenza per i titolari di aziende che debbono comunicare al Registro delle imprese una sorta di autocertificazione per dare maggiore trasparenza riguardo la titolarità, sostenendo così l’Agenzia delle Entrate  nel contrasto all’occultamento di redditi e capitale.

Informativa al registro delle imprese
Obbligo di autocertificazione per il titolare effettivo – tecnozoom.it

Questa comunicazione va effettuata entro l’11 dicembre 2023, con valore di autocertificazione di titolarità effettiva. Dopo la scadenza il Registro delle Imprese segnala la mancata comunicazione e si rischia così una sanzione fino a 1.032 euro. La notifica della titolarità si può svolgere attraverso la piattaforma DIRE  (Depositi e Istanze Registro delle Imprese) o simili.

Una semplice definizione di titolare effettivo si ha tramite le caratteristiche segnalate nel testo del decreto ministeriale, secondo cui è titolare effettivo la persona fisica che detiene la proprietà diretta o indiretta di partecipazione al capitale superiore al 25%. Le principali tipologie di imprese obbligate a fornire questa informazione sono: le società a responsabilità limitata, le società per azioni, le società in accomandata per azioni e le società cooperative.

Nel caso un’impresa abbia più di un titolare effettivo è necessario verificare che tutti coloro che ricadono nelle definizioni riportate dal decreto spediscano la loro singola comunicazione al Registro delle Imprese. Se non si raggiungono le condizioni previste, sono contemplati altri requisiti.

Nel dettaglio sono il controllo della maggioranza dei voti in assemblea, il controllo dei voti sufficienti ad avere un’influenza dominante in assemblea, la presenza di vincoli contrattuali per avere un’influenza dominante, il possesso di poteri di rappresentanza legale, direzione o amministrazione dell’impresa.

Per la comunicazione occorrono uno strumento per la firma digitale, un servizio di posta elettronica certificata (PEC) e lo SPID per poter accedere al servizio Telemaco (con contratto di utilizzo). La comunicazione si può compilare sulla piattaforma DIRE o tramite altre applicazioni quali ComUnica e Starweb.

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