Contratto di affitto, come funziona il preavviso di recesso: cosa prevede la legge per locatario e locatore

Può capitare, durante un contratto di affitto in essere, che una delle due parti voglia concludere l’accordo prima del previsto.

I contratti di locazione possono variare in termini temporali, da pochi mesi a diversi anni, durante i quali sia il locatario che il locatore possono desiderare di recedere. Esistono però delle regole ben precise e obblighi e diritti sia per il proprietario dell’immobile che per l’inquilino.

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Sia il locatore che il locatario hanno diritti e doveri nel recesso del contratto di affitto – Tecnozoom.it

Anche se ogni contratto può essere diverso, vi sono degli elementi comuni, come ad esempio la clausola che regola il recesso. A questo proposito è sempre previsto un preavviso, che è stabilito per legge. Ciò perché se l’inquilino desidera andare via dall’immobile deve dare tempo al proprietario di trovarne un altro, e non perdere denaro. Viceversa, se il proprietario desidera riappropriarsi dell’immobile deve dare il tempo all’inquilino di trovare un altro alloggio.

Contratto di affitto e recesso del contratto, ecco le regole per inquilini e proprietari

Per recesso dal contratto si intende l’interruzione del contratto prima della data prevista. Un contratto di locazione può essere rescisso ma devono sussistere – da entrambe le parti – giuste cause.

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Il recesso dal contratto di affitto è possibile ma ci sono delle regole – Tecnozoom.it

Un esempio di giusta causa è il trasferimento per lavoro in un’altra città da parte dell’inquilino, oppure il bisogno di usare l’abitazione da parte del proprietario perché un suo figlio si sposa. Giuste cause possono anche riguardare lo stato di salute, per entrambe le parti, o altre situazioni che mettono la persona di fronte a ineluttabilità.

Solitamente, se l’inquilino desidera recedere dal contratto di affitto ha un obbligo di preavviso che va da 1 mese a 6 mesi; questo lasso temporale è stabilito dalle parti nel contratto stesso. L’inquilino dovrà inviare una lettera raccomandata A/R spiegando la motivazione. Vale anche la PEC, anche se non è espressamente scritto nel contratto.

Per quanto riguarda invece il proprietario dell’immobile, per legge può disdire anticipatamente il contratto, ma sempre per giusta causa. In particolare la Legge 431/1998 recita quanto segue: Il locatore può disdire anticipatamente dal contratto d’affitto soltanto in occasione del primo rinnovo contrattuale (a seconda del contratto) e comunque in presenza di giusta causa.

I motivi riconosciuti dalla Legge, come accennato poco sopra, possono essere diversi. Ad esempio se l’inquilino non occupa regolarmente l’immobile nonostante gli accordi, oppure se l’immobile necessita di importanti ristrutturazioni, o se un parente fino al terzo grado del proprietario ha necessità dell’immobile. In ogni caso anche il locatore è tenuto a dare un preavviso di 6 mesi.

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